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Palazzo Albizzini.
Sala 3

Foto Grande

Bianco
Grande Bianco


Foto Grande

Bianco

Foto Grande

Grande Bianco
Gobbo


Foto grande

Gobbo

Foto Grande

Grande Bianco

Bianco, 1952, rientra nel gruppo delle muffe che furono oggetto di una mostra (Neri e Muffe) alla Galleria dell'Obelisco a Roma nel 1952. Queste opere si possono definire indifferentemente bianco, essendo questo il colore predominante, o muffa, in quanto l'artista, con un particolare procedimento tecnico, ottiene un aspetto che richiama una efflorescenza batterica, specie nelle parti a rilievo.
Ciò che caratterizza quest'opera e la rende simile a tutte le altre è la struttura geometrica che Burri crea sulla superficie pittorica, differenziando gli spessori della materia. Il trapezio nero di stoffa ha la funzione (come il quadratino azzurro nel Nero I del 1948) di evidenziare la scala dei bianchi presenti nell’opera.

Grande Bianco,
1952, introduce la grande stagione dei sacchi, come ebbe a definirla Cesare Brandi. Dal 1952 al 1957 circa, l'attenzione dell'artista si concentra sull'impiego di tele di sacco, indumenti usati e consunti. Al Grande Bianco

facevano pendant due sacchi di eguale dimensione attualmente a Roma, uno in collezione privata, l'altro alla Galleria Nazionale d'Arte Moderna.
I gobbi, piccolo nucleo di opere contemporanee ai catrami, alle muffe, ai sacchi, sono quadri la cui superficie presenta delle protuberanze, ottenute tramite l'inserimento, fra il telaio e la tela, di elementi lignei o metallici. Con i gobbi l'artista riesce dove avevano fallito i cubisti, ottenendo il sovvertimento della prospettiva rinascimentale: non più il prolungamento dello spazio in profondità per rappresentare nel quadro una porzione di realtà, ma la dilatazione dell'opera nello spazio di riguardo dello spettatore.