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Allinterno del museo sono conservate numerose opere pittoriche.
UnAnnunciazione,
tempera su tavola del XVI secolo, di Francesco da Tiferno, forse discepolo di Gentile da
Fabriano. La tavola presenta due piani. Nella lunetta della parte superiore lEterno
Padre contornato da angeli, è rappresentato nellatto di inviare langelo a
Maria. Nel grande quadro inferiore langelo inginocchiato porta lannuncio a
Maria, tutta tesa allascolto. La scena dellannunciazione si svolge in una
grande, sontuosa sala, aperta su un ampio paesaggio. Il recente restauro (1990) ha
riportato alla luce le rimaste cromie originarie e ha permesso un più razionale
consolidamento del supporto ligneo. Il pittore ha realizzato un'altra Annunciazione per la
Chiesa di San Domenico di Città di Castello opera oggi conservata presso la Pinacoteca
Comunale.
Due affreschi,
realizzati nel 1488 da autore ignoto, raffigurano la Madonna con Bambino e San Biagio
staccati da una nicchia rettangolare posta allinterno della Chiesa di San Biagio a
Colle: al centro vi era la Madonna e su di una fiancata San Biagio laffresco di San
Sebastiano dellaltra fiancata è stato sottratto. La chiesa situata tra la Valle del
Niccone e quella di san Leo Bastia, è stata chiusa al culto sul finire degli anni 1960
quando la frazione si è completamente spopolata. Gli affreschi testimoniano la
particolare attenzione per molto tempo riservata ad un piccolo centro per la rilevante
funzione politica svolta specialmente nel Medioevo.
Tempera
su tavola raffigurante San Florido con il Pastorale ed il Libro in mano. Costituiva lo
scomparto laterale sinistro di un polittico o trittico, oggi smembrato, che i canonici
facevano dipingere nel 1412 da Giacomo di Ser Michele Castellano. Lo scomparto centrale
raffigurante la "Madonna e il Bambino", opera di Giorgio di Andrea di Bartolo,
maestro senese, è oggi conservato nella Pinacoteca Comunale. Il lavoro rientrava
probabilmente nel programma di abbellimento del Duomo Inferiore di Città di Castello
fatto dopo il ritrovamento dei corpi dei Santi Patroni Florido e Amanzio nel 1356.
Altro
dipinto è quello raffigurante la Madonna in trono con il Bambino e Santi entro una
cornice rinascimentale. Ai lati San Giovanni Battista, San Girolamo (vestito
dellabito rosso cardinalizio e con ai piedi la testa del leone) e in ginocchio il
Beato Colombini da Siena, fondatore nel 1365 del convento dei Gesuati a Città di
Castello. Sulla Predella, suddivisa in tre riquadri, sono raffigurati da sinistra: San
Girolamo che toglie la spina al leone, una Natività e San Gerolamo penitente dinanzi al
crocifisso. La tempera su tavola è datata 1492 e firmata da Giovanni Battista da Città
di Castello. Il dipinto è proprietà del Seminario vescovile, al quale passo la Chiesa di
San Gerolamo nel 1653, quando fu soppresso lOrdine dei Gesuati. Lopera è
stata restaurata negli anni 60.
Madonna
in trono con Bambino, affresco della prima metà del XV secolo, attribuito al Maestro
della Crocifissione Volpi e di provenienza perugina. Laffresco posto
allesterno della casa Cenci a Piccione - Perugia fu staccato e restaurato nel 1945.
Il Maestro della Crocifissione Volpi non identificato è predecessore del Bonfigli.
E attivo a Perugia nella prima metà del XV secolo. Dopo un esordio tardo gotico, in
rapporto con Pietro di Nicola da Orvieto, si evolve gradualmente in senso rinascimentale.
E autore di varie opere tra le quali un affresco raffigurante la Crocifissione, che
fa parte della "Collezione Volpi" di Firenze da qui il nome dellautore.
I quattro bozzetti
raffiguranti gli Evangelisti, olio su tela del 1751, sono opera di Ludovico Mazzanti,
pittore di nobile famiglia orvietana, di formazione romano-napoletana. A Città di
Castello affrescò loriginaria cupola del Duomo crollata nel terremoto del 1789, di
questo lavoro restano solo gli Evangelisti che sono raffigurati con i loro simboli, San
Matteo con langelo, San Marco con il leone, San Luca nellatto di dipingere
Maria e infine San Giovanni con laquila. Lartista realizzò dipinti anche per
il Monastero delle Murate ed altre decorazioni in abitazioni private della città.
Riposo
in Egitto, olio su tela attribuito al pittore romano Tommaso Maria Conca: lopera
realizzata a Città di Castello dopo gli affreschi della cupola del Duomo tifernate
eseguiti dal 1795 al 1797con il tema della Misericordia Divina. Lartista fu membro
dellArcadia ed anche dellAccademia di San Luca di cui fu presidente (1792-95).
Le prime sue opere segnano la fase di ricerca, che gli assegna un posto a sé stante sia
rispetto al tardo rococò sia al nascente neoclassicismo. I cicli romani, a Villa Borghese
e in Vaticano e gli affreschi del Duomo tifernate ne fanno uno dei più interessanti
esponenti del neoclassicismo romano. La tela conservata al Museo e considerata di buona
qualità ed è forse un omaggio dellartista a qualcuno dei canonici.
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