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Arredi

I mobili esposti nelle diverse sale della Pinacoteca non appartengono all’arredamento originale del Palazzo, ma fanno parte della donazione che Elia Volpi, responsabile del restauro dell’edificio, fece al Comune di Città di Castello nel 1912.

Parzialmente restaurati sono i tavoli cinquecenteschi di fattura tipicamente umbra o di provenienza conventuale, e la serie di sedie e seggioloni sei-settecenteschi.

I pezzi di maggior pregio ed interesse sono gli arredi provenienti da chiese e monasteri castellani. Il gruppo di stalli gotici, intagliato e decorato a tarsie, originariamente nelle chiese di S. Benedetto e S. Francesco, attribuito alla bottega del più noto legnaiolo fiorentino del primo Quattrocento, Manno di Benincasa Mannucci (Sala II). Il coro e la grata monastica, in stile manieristico tardo-cinquecentesco. L’armadio da sagrestia, firmato e datato nel 1501 da Antonio Bencivenni da Mercatello (Sala VII). Il grande sarcofago intagliato e dorato che custodiva il corpo della Beata Margherita (Sala VI) è fra i pochi documenti dell’altissima qualità delle manifatture umbre alla fine del Cinquecento.