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Sala X

Nel 1543 Alessandro Vitelli ottiene dal Comune di Città di Castello il permesso di ampliare la propria residenza verso sud nella zona prospiciente le mura cittadine. Ingrandita così la sala di rappresentanza (il salone) e costruite due nuove stanze (IX e X), parti della decorazione esterna si trovarono ad essere inglobate nei nuovi ambienti. Tracce consistenti dei graffiti di facciata, opera di Cristoforo Gherardi e della bottega, sono tutt’ora visibili nella sala X e nella soffitta dove si può osservare un fregio di delfini, sulla parete corrispondente alla sala X, che è probabilmente il frammento più autentico dell’intera decorazione a graffito.