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Sala XVI
Il manierismo tosco romano, Raffaellino del Colle

Foto GrandeBen cinque opere di Raffaellino del Colle consentono di studiare la penetrazione del manierismo tosco-romano a Città di Castello: l’Annunciazione, con relativa predella, la Pala della Madonna delle Grazie con la Deposizione dalla croce, l’Assunzione della Vergine, l’Annunciazione di S. Domenico e la Presentazione di Maria al Tempio.

L’Annunciazione, proveniente da S. Maria delle Grazie, è l’opera più antica eseguita da Raffaellino del Colle.

Nella Annunciazione è possibile individuare il veicolo di un raffaellismo maturo tipicamente romano e con non poche cadenze giuliesche. Nei dipinti successivi di Raffaellino del Colle, vediamo un crescendo di influenze manieristiche e vasariane, e il linguaggio del pittore di Borgo Sansepolcro progressivamente si toscanizza.

Raffaellino, anche per i suoi contatti con il mondo marchigiano e per una diretta meditazione di Michelangelo, ma soprattutto per l’iniziale influenza ricevuta più ancora che da Raffaello dal vero maestro del biturgense, Giulio Romano, manterrà nei confronti del Vasari un alto grado di indipendenza.