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       Sala VI, Raffaello a Cittā di
       Castello

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Foto GrandeRaffaello giunse a Cittā di Castello, non come affermato allievo del Perugino, ma come titolare della bottega urbinate ereditata dal padre Giovanni Santi.

Il primo dipinto documentato eseguito per la cittā č la Pala di S. Nicola da Tolentino (1500-1501). Della grande pala, oggi rimangono pochi frammenti. Gravemente danneggiata in seguito al terremoto del 1789, la pala venne acquistata da papa Pio VI che la fece dividere in varie parti. I frammenti furono requisiti dai francesi (1799) ed in seguito si persero le tracce di alcuni di essi. Oggi in Pinacoteca č esposta una copia parziale eseguita nel 1791 da Ermenegildo Costantini.

Il secondo dipinto tifernate di Raffaello sicuramente datato (1503) č la Crocifissione, oggi a Londra, National Gallery.

Non sostenuta da alcun documento č la cronologia dell’unico dipinto del Sanzio rimasto a Cittā di Castello: il Gonfalone della SS. Trinitā, datato in genere al 1499, anno di una terribile pestilenza.

L’ultima opera tifernate di Raffaello č lo Sposalizio della Vergine (1504), oggi a Milano, Pinacoteca di Brera. Fino al 1781, anno in cui fu portato via dal generale napoleonico Lechi, si trovava sull’altare della cappella di S. Giuseppe nella chiesa di S. Francesco. Qui Raffaello dimostra nella composizione e nei singoli dettagli un respiro ampio e una visione moderna, ben aggiornata alle esperienze prospettico-spaziali ed al gusto altamente classico si dell’ambiente fiorentino che di quello urbinate.

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