Sale XIX e XX Dal Seicento
all'Ottocento
Nella sala XIX
spiccano soprattutto i dipinti di due pittori tifernati del XVII secolo: Giovan Battista
Pacetti detto lo Sguazzino e Giovan Ventura Borghesi. Lo Sguazzino, attivo già nella
prima metà del secolo, mostra la sua dipendenza dai modelli del carraccismo bolognese,
dominante a Roma nei primi tre decenni del Seicento, mentre il Borghesi, operoso fino agli
inizi del Settecento, subisce la decisiva influenza di Pietro da Cortona del quale è
fedele seguace.
Nella Sala XX sono presenti alcune opere assai
lontane stilisticamente fra loro: il Domine quo vadis? di Francesco Mancini, opera di
nobile qualità, tipica del filone classicista di tradizione seicentesca; la Madonna con
Bambino di Tommaso Conca, già ottocentesca e pervasa di neoclassicismo; il nobile
ritratto di Cappoleone Guelfucci di Vincenzo Chialli.
Un altro buon esempio della ritrattistica del primo
Ottocento è il Giuseppe Chialli nel suo studio di scultore dipinto dal romano Alessandro
Capalti. Infine chiude la serie delle opere esposte in queste ultime due sale la Madonna
in trono fra i Santi Eligio e Lucia di Vincenzo Barboni.
  
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