Sito del Liceo Classico Plinio il Giovane Città di Castello

Progetto Auschwitz       

 

 

 

 

 

 

PROGETTO "AUSCHWITZ  GIOVANI MEMORIA LUOGHI"

PREMESSA

“Nella coscienza dell’umanità Auschwitz rappresenta il simbolo più potente della barbarie nazista, il paradigma assoluto della brutalità e della violenza del regime hitleriano. L’ingresso di Birkenau, con la torre ed il binario, il cancello dello Stammlager (Lager principale), con la sua cinica iscrizione, sono le immagini che ognuno collega alla tragedia della deportazione e dello sterminio, anzi alla realtà del Lager in quanto tale. Lo stesso nome del campo è diventato quasi sinonimo del nazismo e della guerra, venendo ad indicare il radicale spartiacque della storia e della cultura che essi rappresentano[…]. Un punto di non ritorno, dunque, e una frattura nel corso millenario della storia.”                                              (F. M. Pace in I Lager nazisti, a cura di A. Chiappano; Firenze 2007)

 INTRODUZIONE

La Provincia di Perugia, l’Ufficio Scolastico Regionale e l’Istituto di storia contemporanea dell’Umbria hanno proposto alle scuole umbre di partecipare al progetto “Auschwitz: giovani, memoria, luoghi” al quale abbiamo aderito anche noi del Liceo Classico Plinio il Giovane di Città di Castello, con una delegazione di tre ragazze accompagnate dal Dirigente scolastico Maria Rosella Mercati. Partiti dall’aeroporto di Ciampino il 14 gennaio 2008 siamo arrivati in Polonia dove, subito accolti dagli studenti del XIII Liceo di Cracovia, abbiamo iniziato il nostro progetto.

Da sinistra: Rossi Arianna,la Dirigente M.Rosella Mercati, Banelli Agnese e Settimi Chiara

Links:

www.rhpositive.it

Programma Auschwitz

www.alberghierospoleto.it/news.htm

Conclusione Progetto RH+ Human Right positive

 

RIFLESSIONI DEGLI STUDENTI SULLA VISITA AD  AUSCHWITZ-BIRKENAU

Sinceramente? E’ stata dura entrare in un mondo che sembra non appartenerci per niente ed invece fa parte della storia di solo 60 anni fa….

Silenzio, filo spinato e nebbia hanno tradito la nostra preparazione fatta di nozioni ma non di emozioni. 80 persone, non volava neanche una mosca. Eravamo tutti in silenzio per rispetto, o forse per paura di disturbare quelli che lì hanno passato i momenti peggiori della loro vita, come se fossero ancora presenti. I nostri sguardi increduli ed attoniti di fronte a quello scempio. La cosa più sconvolgente è che tutto ciò fu organizzato sin nei minimi dettagli. Erano state prese delle precauzioni quasi per “migliorare” la permanenza degli internati ben sapendo che comunque tutti erano destinati alla fine entro poco tempo. Toccare quei muri dove persone si sono appoggiate cercando di sostenere i loro corpi emaciati dalle frustate. Vedere quelle celle in cui molti hanno pianto e sofferto. Osservare da vicino quei forni nei quali corpi umani venivano bruciati. Uomini lo hanno fatto…uomini lo hanno subito. Stessa specie, stesse membra, stesse mani…..ma diverso il cuore. Ottanta cuori si sono stretti alla visione della grandezza di Birkenau. E’ a perdita d’occhio…senza fine. Come senza fine deve essere la memoria di tutto ciò per far sì che non riavvenga.

IL NOSTRO CONTRIBUTO

Il primo sfogo dopo la forte visione dei campi si è riversato su carta. Scivolavano sul foglio penne intrise di emozioni: dolore, paura, desolazione, sospensione, rabbia, incredulità… Nonostante la nostra mente fosse piena di tante perplessità, era comunque fertile: pronta a condividere pensieri ed immagini. Il nostro contributo infatti è stato quello di realizzare insieme agli studenti polacchi un workshop di studio. Suddivisi in 6 gruppi, abbiamo discusso in ogni gruppo su uno specifico diritto dell’uomo violato in quei luoghi. Sotto mano la Carta dei Diritti Fondamentali dell’Unione Europea e le nostre menti. Pochi dunque gli strumenti ma tantissimi gli spunti. Tale intenso brainstorming ha tirato fuori da ognuno di noi pensieri e riflessioni profonde che hanno evidenziato quanto noi giovani sentiamo vicina l’intera vicenda. Ci siamo resi conto del nostro ruolo di ambasciatori di pace.

L’IMPEGNO

"Giovani, memoria, luoghi". Questo titolo esplica ciò che siamo, qual è il nostro ruolo. Il nostro impegno: essere testimoni di seconda generazione. Spetta a noi tenere vivo il ricordo di tale buia parte di storia, di vita. Ambasciatori della dignità umana. Sulle nostre coscienze grava il peso di vite spezzate, lacrime versate, prospettive infrante…è nostra la responsabilità di non lasciare sbiadire queste pagine.

 Agnese Banelli, Arianna Rossi, Chiara Settimi

PRESENTAZIONE "POLONIA 2008"

 

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