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Notizie dal Comune

DIBATTITO IN CONSIGLIO SULLA SITUAZIONE DELLA CHIESA DI SAN DOMENICO, SULL'ABBAZIA DI BADIA PETROIA E SULL'EX SCUOLA DI ROVIGLIANO
CONSIGLIO
18.08.2018 -

 

Si è parlato delle situazioni della chiesa di San Domenico, dell’abbazia di Badia Petroia e della scuola di Rovigliano in consiglio comunale, dietro la presentazione da parte dei consiglieri Nicola Morini e Vittorio Vincenti (Tiferno Insieme) di una interpellanza finalizzata a conoscere la possibile evoluzione degli interventi necessari sui tre immobili e le iniziative intraprese dall’amministrazione comunale. “Già da un anno sollecitiamo la giunta, che ha preso impegni ad affrontare la vertenza riguardante lo smontaggio delle impalcature che bloccano i lavori già finanziati a San Domenico, la riapertura della cripta dell’abbazia di Badia Petroia di proprietà dello Stato, la tutela del patrimonio mobile dell’ex scuola di Rovigliano e dell’immobile stesso”, ha sottolineato Morini, che ha chiesto conto dell’esito dell’azione dell’esecutivo. A rispondere sono stati l’assessore all’Urbanistica Rossella Cestini, che, nel far presente la complessità della questione legata al contenzioso che interessa l’immobile, sulla chiesa di San Domenico ha ricordato come l’amministrazione si sia attivata per un intervento di pulizia del cantiere finalizzato a consentire lo svolgimento del Festival delle Nazioni, con la rimozione anche di parte dell’impalcatura.  “Ci sono fondi stanziati e una gara d’appalto già affidata per il completamento dell’abside”, ha spiegato Cestini, che ha dato conto anche della più recente sollecitazione all’apertura del cantiere, rimasta senza risposta da parte delle diverse autorità competenti sulla chiesa. “Continuiamo a chiedere risposte, finora abbiamo ottenuto solo di rimuovere la parte peggiore del cantiere che era stato abbandonato”, ha garantito Cestini, che ha concluso: “non daremo tregua”. Sull’ex scuola di Rovigliano il vice sindaco Michele Bettarelli ha ricordato come la proprietà della Regione Umbria renda complicato per il Comune fare azioni dirette. “Grazie alla grande disponibilità dell’assessore regionale Bartolini stiamo cercando di elaborare un progetto”, ha detto Bettarelli, il quale ha sottolineato il positivo canale di dialogo sul patrimonio Franchetti aperto con la Regione, “che ha permesso di fare notevoli passi avanti con il recentemente ritorno anche dell’archivio del barone, ospitato attualmente in due sale di Villa Montesca, nel quadro di un complessivo ritorno nella disponibilità del Comune dei beni mobili della famiglia in possesso della Regione stessa”. Sull’abbazia di Badia Petroia Bettarelli ha messo in evidenza la criticità derivante dall’eterogeneità delle proprietà insistenti nel complesso, riferendo dei sopralluoghi svolti insieme al sindaco, al parroco e al presidente della Pro Loco per monitorare la situazione e sollecitare i soggetti competenti. “Sulla cripta il problema di dare seguito a interventi definitivi è aggravato oltre che dalla molteplicità delle proprietà, anche dalla difficoltà a individuare il Ministero che ha competenza sull’immobile e quindi sulle decisioni necessarie”, ha puntualizzato il sindaco Luciano Bacchetta, nel riferire anche dei contatti intrattenuti sulla questione con l’ex sottosegretario del Ministero dell’Interno Giampiero Bocci. “Il primo atto da fare è capire chi è il soggetto competente, perché ci sono le condizioni e le risorse per intervenire”, ha chiarito il primo cittadino. “La cripta dell’abbazia di Badia Petroia è una eccellenza del territorio, un biglietto da visita come San Crescentino, e richiede un’azione politica di pacificazione tra i tecnici per smontare le impalcature e arrivare al necessario collaudo”, ha replicato Vittorio Vincenti (Tiferno Insieme), che per l’immobile ha chiesto all’amministrazione la stessa attenzione che viene riservata ad altre questioni.  “Le risposte non soddisfano chi me le ha date, non soddisfano nemmeno me”, ha osservato Morini, che ha chiarito: “come l’assessore Cestini, non darò tregua neanche io e tra un anno presenterò di nuovo la stessa interrogazione”. “Abbiamo tre testimonianze storiche di pregio eccezionale di cui ci siamo scordati perché sono chiuse, decadenti”, ha puntualizzato il capogruppo di Tiferno Insieme, che, nel prendere atto delle difficoltà riferite dalla giunta, ha comunque ritenuto necessaria un’azione politica più incisiva da parte dell’amministrazione comunale in presenza di tante iniziative finora senza risposta.

 


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