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Notizie dal Comune

SENTENZE, STAMPA, E78 NELLE COMUNICAZIONI AL CONSIGLIO
CONSIGLIO
27.11.2018 -

 

Rimandata per la mancanza del numero legale da parte della maggioranza, la seduta del consiglio comunale di Città di Castello di lunedì 26 novembre 2018 si è aperta con circa mezz’ora di ritardo rispetto alla convocazione alle 18.00. Nelle comunicazioni Valerio Mancini, consigliere della Lega, ha commentato la proposta dei gruppi di chiudere i lavori con il punto in discussione alle 21.30.  “Abbiamo iniziato in ritardo, l’ordine del giorno è molto succinto, discutiamolo integralmente, recuperando il ritardo almeno fino alle 22.15”. Il sindaco Luciano Bacchetta si è detto d’accordo “per una questione di serietà della maggioranza”. Nicola Morini, capogruppo di Tiferno Insieme, si è associato a Mancini, pur annunciando che “per motivi personali” avrebbe dovuto lasciare l’aula alle 19.30. Vincenzo Bucci, capogruppo di Castello Cambia, ha detto che è una questione di rispettare quanto concordato”. La proposta di sospendere ad orario è stata approvata con il no di Castello Cambia e Lega, Forza Italia, Tiferno Insieme, l’astensione di sindaco, Benedetta Calagredi del PSI, Fratelli d’Italia, e del presidente del consiglio Vincenzo Tofanelli. 

Il sindaco Luciano Bacchetta quindi ha preso la parola per le comunicazioni, ricordando la sentenza della Corte dei Conti “su un’imputazione che riguardava anche il sottoscritto insieme all’assessore Luca Secondi e all’ex consigliere Stefano Bravi e all’assessore Fernanda Cecchini. Eravamo in giudizio per una causa che riguardava Umbria Mobilità a causa di un dirigente che aveva mal amministrato tanto da metterne a rischio l’equilibrio finanziario. Allora nemmeno la destra commentò perché gli atti compiuti erano necessitati e riguardavano la sottoscrizione di un mutuo per salvare l’azienda e pagare i dipendenti. Allora gli unici che intervennero, chiedendo pubblicamente le mie dimissioni, furono Vincenzo Bucci ed Emanuela Arcaleni di Castello Cambia. Siccome le parole sono pietre, qualcuno ne deve rispondere e prendere atto. La Corte dei Conti scrive che non sono stati rinvenuti danni, pregiudizi o condotte omissive, che sono stati applicati i principi della buona amministrazione, dato che i soldi servivano a fronteggiare l’attività di Umbria Mobilità che altrimenti avrebbe interrotto il servizio e i pagamenti. Non è giusto che le parole pronunciate allora da Castello Cambia oggi passino sotto silenzio. Il consigliere regionale che ha nominato Arcaleni al Centro delle Pari Opportunità è inquisito per peculato. Allora rimasi molto addolorato dal punto di vista umano perché questo si chiama sciacallaggio. Introdurre la presunzione di colpevolezza per un avversario politico è una mostruosità politica e giuridica. Castello Cambia non hanno nemmeno per un secondo messo in dubbio la fondatezza delle accuse. E mentre il procuratore faceva il suo lavoro sbagliando, questi signori dovevano tacere. Che senso aveva parlare, se non fare del male alle persone. E per questo non ci sono scusanti”. Gaetano Zucchini, capogruppo del PD, ha espresso “soddisfazione per la sentenza della Corte dei Conti che va ad evidenziare l’estraneità di coloro che erano stati accusati” per passare a Color Glass: “Ho ricevuto dal consigliere Massimo Minciotti un comunicato stampa del Comitato di Salute ed  Ambiente Calzolaro e zona Sud nel quale si scrive che sabato 24 novembre i residenti hanno visto fumare i comignoli dell’azienda e che si è tenuta una conferenza dei servizi in Regione a cui l’azienda ha richiesto la nuova autorizzazione. Ricordo il nostro odg per la delocalizzazione, ripresa delle attività nelle more, centraline fisse e tempi certi. In commissione i rappresentati di Color Glass hanno dichiarato che la delocalizzazione era discutibile. In quella sede non c’era il Comitato. Dato che la conferenza dei servizi non è ancora conclusa, il presidente della commissione Programmazione Tavernelli si è detto disponibile a riconvocarla. La maggioranza è ferma su queste posizioni e continueremo a farlo. Rinnovo l’invito al comitato a partecipare”. Cesare Sassolini, capogruppo di Forza Italia, ha fatto un appello a tutelare i consiglieri “dalle maldicenze di una testata che con personaggi che appartengono anche a Castello Cambia dicono falsità e nefandezze, cose aberranti. In un passo si invita a spararmi”. Sassolini ha letto alcuni testi satirici esplicativi. “Faccio anche un appello al vescovo perché su questa testata si firma un prete. E’ una vergogna. Invito a ritirare la pubblicità degli sponsor”. Andrea Lignani Marchesani, capogruppo di Forza Italia, ha ripreso l’argomento dicendo che “la satira fatta verso Sassolini non è gradevole ma a proposito del negozio di Cannabis, mi si accusa di assumere sostanze stupefacenti. Non lo posso accettare. La testata Altrapagina prende anche contributi pubblici”. Quindi Lignani ha distribuito copie delle sue analisi cliniche che escludono assunzione di sostanze. Vincenzo Bucci, capogruppo di Castello Cambia, per fatto personale ha detto “io modererei le affermazioni, in primo luogo perché la sentenza dice anche che i fatti non sono di competenza della Corte dei Conti ma della magistratura. Valuteremo e non è escluso che venga coinvolto in alcuni elementi importanti della sua amministrazione. La sua veemenza verso di noi, sindaco, è sciacallaggio. E’ questa la vergogna”. Mirko Pescari, consigliere del PD, ha detto di essere rimasto colpito dalla sentenza della Corte dei Conti: “In realtà a livello regionale il Movimento Cinque Stelle ha fatto due conferenze e varie azioni dimostrative. La parte umana viene prima di qualsiasi altra. Persone si sono assunte responsabilità alle quali dovevano rispondere con il loro patrimonio. C’è poi l’aspetto politico: perché chi svolge funzioni pubbliche deve essere tenuto sotto la gogna per così tanto tempo. La sentenza afferma la correttezza degli atti, il rispetto del principio e l’impossibilità delle procure di sostituirsi all’ente elettivo. La vicenda dà uno schiaffo ad un modo di fare politica che smonta l’argomentante quando non sa smontare gli argomenti, che personalizza e rende protagonista i ruoli terzi della politica. Lavoriamo insieme per smontare piuttosto una gestione personalistica e discrezionale che sempre più spesso anche da noi cresce accanto alla politica”. Marcello Rigucci, capogruppo della Lega, ha detto che “la bozza del regolamento sull’arredo urbano è stata parcheggiata per 19 mesi e poi affossate la mia proposta. Ho chiesto una commissione perché già esiste un regolamento comunale in cui mancano alcune cose, lo integriamo e bypassiamo la Soprintendenza. Vincenzo Bucci, capogruppo di Castello Cambia, ha parlato della lettera aperta sulla E78 inviata al sindaco: “Il documento vuole evitare la sopraffazione rispetto agli obiettivi. In questa sala è stato presentato un progetto, oggi ne è presentato un altro da 300milioni. Città di Castello e l’Umbria è poco presente, le Marche in modo massiccio. Questa opera non è ancora stata realizzata e ritengo giusto andare ad un confronto in questa sala, dal Ministro a scendere e con la Regione, in modo che assumano impegni chiari, e il parlamentare della Lega Riccardo Marchetti. Mi auguro che l’Amministrazione e il sindaco si impegni per la convocazione di questo incontro”. Valerio Mancini, consigliere della Lega, sulla sentenza della Corte dei Conti si è detto preoccupato “perché imputati erano soprattutto i politici ma non ho mai visto assessori o presidenti operare con il piccone sulla FCU o guidare il mezzo parcheggiato ad Umbertide di cui pagavamo l’affitto anche se era fermo. Se il treno non funziona non è certo colpa delle minoranze di questa Regione, che ha con le sue scelte portato all’interruzione di un pubblico servizio ed ha una responsabilità politica. La sentenza assolve ma il treno non c’è”. Vittorio Morani, capogruppo del Psi, ha detto che “Noi siamo stati sempre corretti. Se ci sono vecchie ruggini derivanti dal passato, il mio suggerimento è lavorare il chiave più consona e sgombriamo il campo dai retropensieri. La litigiosità fa bene ma entro la correttezza e il rispetto. Occorre mantenere la calma. Nelle amministrative del 2016 c’è stata una maggioranza chiamata al governo per un intero mandato. Dico alle minoranze che con il vostro ruolo agguerrito e con il fucile puntato ci aiutate a proseguire nella massima trasparenza”. In chiusura il sindaco Luciano Bacchetta ha detto che “è ora di dire basta. Ho aspettato un anno prima di parlare. Questa maggioranza è unica in Umbria e non si rende conto nemmeno del pericolo intorno. A Sassolini e Lignani dico che la satira rende popolari. La politica ha i suoi prezzi. Sulla e78, se il Ministro accetta, ben venga. Il mio parere è negativo sul nuovo progetto: è una presa in giro. Se non lo fosse, sarebbe pericolosa. Abbiamo bloccato il tunnel a Cerbara, 4 corsie sono un impatto fortissimo in un territorio molto antropizzato. Quando parliamo di isolamento dobbiamo pensare che, saremo l’unico comune che inaugura la base logistica. Facciamo il consiglio comunale aperto ma con le idee chiare. Al Ministero è andato il sindaco del comune di San Giustino, consigliere provinciale ha espresso anche la mia posizione, come sindaco e come presidente della Provincia di Perugia”.  

CDCNOT/18/11/27/COMINLINEA/504/SSC

 

 


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