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BENEDETTA CALAGRETI (PSI) CHIEDE CON UNA INTERPELLANZA CHIARIMENTI SULL'APPLICAZIONE DELLA LEGGE SUL TESTAMENTO BIOLOGICO

mercoledì 25 aprile 2018
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BENEDETTA CALAGRETI (PSI) CHIEDE CON UNA INTERPELLANZA CHIARIMENTI SULL'APPLICAZIONE DELLA LEGGE SUL TESTAMENTO BIOLOGICO
Comune Palazzo
07-04-2018 -

 

Con una interpellanza il consigliere Benedetta Calagreti (Psi) chiede chiarimenti all’amministrazione comunale sulle azioni in atto in materia di consenso informato e di Disposizioni Anticipate di Trattamento (DAT), in applicazione della legge 219/2017 sul testamento biologico. Nel richiamare i riferimenti costituzionali, la legislazione sul tema, i casi di cronaca e le sentenze dei tribunali nazionali ed europei, l’esponente della maggioranza avanza la necessità di sapere quali percorsi siano stati strutturati dalla Regione “affinché il modello di compilazione delle DAT sia reso fruibile ai cittadini” e di conoscere “l’esistenza di eventuali campagne informative per spiegare ai cittadini gli obiettivi della normativa in materia di consenso informato e di DAT”. A questo Calagreti aggiunge la richiesta di informazioni sull’eventuale “progettazione di un modello informatizzato per la redazione delle DAT, che possa essere inserito nel Fascicolo Sanitario Elettronico”. “La a legge sul biotestamento e sulle cure di fine vita, approvata dal Parlamento lo scorso dicembre, rappresenta il risultato di una battaglia importante nel campo dei diritti civili ed è ora necessario che le Regioni ne diano attuazione”, sottolinea la rappresentante dei Socialisti, che richiama l’attenzione sulla opportunità di “inserire il dispositivo nel quadro più complessivo delle cure del fine vita, affinché il sistema sanitario, anche laddove non possa curare, riesca però a sostenere, prendersi cura e accompagnare il paziente nell’ultima fase della propria esistenza”. Nel rilevare come la legge non indichi un modello di DAT da utilizzare, ma fornisca, comunque, indicazioni per la corretta redazione, Calagreti segnala che “ad oggi la Regione Umbria non ha avviato un percorso attuativo della normativa di riferimento e che, di conseguenza, il Comune di Città di Castello non si trova ancora nelle condizioni di poter fornire indicazioni sufficienti alle persone interessate alla redazione delle Disposizioni Anticipate di Trattamento”. Questo a fronte del fatto che la stessa normativa abbia posto nello scorso primo aprile il termine entro il quale il Ministero della Salute, le Regioni e le Asl provvedessero a informare, anche attraverso i rispettivi siti internet, sulla possibilità e sulle modalità di redazione delle DAT.  

 


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