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CONSIGLIO COMUNALE: FCU, TELA UMBRA, LASCITO MARIANI

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CONSIGLIO COMUNALE: FCU, TELA UMBRA, LASCITO MARIANI
Comune Palazzo
16-02-2016 -

Nella giornata di ieri, lunedì 15 febbraio, si è riunito il consiglio comunale di Città di Castello, nelle comunicazioni si è parlato di FCU, Tela Umbra e Lascito Mariani.

FCU. Nell’invitare i consiglieri all’incontro su FCU previsto giovedì 18 febbraio ad Umbertide, a cui saranno i comuni interessati dalla ferrovia, l’assessore regionale Giuseppe Chianella ei vertici dell’azienda umbra della mobilità, il sindaco tifernate Luciano Bacchetta ha parlato dell’iniziativa come di un momento per chiedere certezze sul futuro della tratta nel sistema delle infrastrutture locali e regionali.

Tela Umbra. Su Tela Umbra, il sindaco Luciano Bacchetta, facendo riferimento alle due commissioni consiliari che si sono occupati della situazione del laboratorio, ha parlato “un approfondimento molto interessante, al termine del quale non tutti i punti critici all’ordine del giorno hanno avuto spiegazioni soddisfacenti, soprattutto per gli aspetti relativi alla gestione finanziaria del presidente Luciano Neri. Per questo il Comune ha inoltrato ufficialmente una richiesta di chiarimenti sulle spese del 2015 in base alle dichiarazioni delle socie e perché è interesse di tutti capire che cosa sta succedendo in una realtà così significativa per la storia di Città di Castello.

Lascito Mariani. Il sindaco Luciano Bacchetta ha voluto condividere con il consiglio l’apprezzamento per la grande partecipazione all’incontro su Olga e Clara Mariani ed il lascito di quasi 4 milioni assegnato al comune tifernate, dopo una lunga vicenda successoria. “Era doveroso ricordare e ringraziare le sorelle Mariani per l’importante atto di liberalità compiuto a suo tempo. Sulle nostre spalle ora grava l'onore di decidere insieme assieme il futuro di queste risorse e non sarà consentito sbagliare. Ci sono delle proposte in campo tra cui impiegare parte del legato, circa 400mila euro, nel potenziamento del Centro Alzheimer di Città di Castello, sostenere con un finanziamento pubblico consistente e insieme alla Regione la conversione del vecchio ospedale in Casa della salute, idea presentata in questa sede dal capogruppo Zucchini. Qualsiasi decisione non verrà presa in modo unilaterale ma coinvolgendo il consiglio comunale, la ASL, la Regione Umbria e il mondo del volontariato" ha detto il sindaco Luciano Bacchetta, toccando anche la vicenda delle parcelle legali: “La questione è in via di risoluzione. Nessuno aveva mai messo in dubbio la professionalità degli avvocati né la liceità degli onorari richiesti, su cui, per quanto riguarda il Comune, abbiamo ottemperato all’Ordine degli avvocati (circa 250mila euro)”. "In periodo elettorale discutere di come distribuire tali risorse non è opportuno. Chi vincerà le elezioni - ha detto Cesare Sassolini, capogruppo del Polo Tifernate - avrà tutto il tempo e la serenità di scegliere per il meglio. La mia proposta è invece di creare una onlus e investire i soldi del lascito, distribuendo gli emolumenti, circa 60,70 mila euro l’anno, tra chi ha bisogno, senza intaccare il capitale e rispettando il testamento”. Della stessa opinione Davide Pazzaglia del Popolo delle Libertà e Sandro Busatti, capogruppo di Fratelli d’Italia, che ha sottolineato come “tanti lasciti continuino a produrre benefici, polverizzare le risorse sarebbe molto miope. Se si andasse ad un impiego diretto, propongo un concorso di idee". Mauro Severini, consigliere Pd, appoggiando l’opzione della Casa della salute, in quanto coordinatore della Comunità Montana, uno dei soggetti a cui spetta liquidare gli onorari del collegio legale, ha espresso perplessità sul coinvolgimento della ASL, “che si è rifiutata di pagare le parcelle mentre la Comunità Montana le ha impugnate. Il Comune invece si avvia a pagare una somma maggiore di quella sulla quale aveva espresso critiche”. Gionata Gatticchi del Pd ha precisato che “la Casa della salute è un’idea della delegazione consiliare del Partito democratico” e anche il capogruppo Pd Gaetano Zucchini ha confermato tale paternità, aggiungendo che "Per anni ci hanno accusato di assistere inermi al degrado dell'ex ospedale, ora che esistono i mezzi e la strada per fare qualcosa non possiamo tirarci indietro o esitare”. Riassumendo la storia dell’ex ospedale negli ultimi quindici anni, Zucchini ha spiegato che per Casa della salute si intende una struttura avanzata in cui siano allocati servizi socio-sanitari essenziali. Con il Lascito potremmo sollecitare interessi che altrimenti rimarrebbero muti e riqualificare l’ultimo segmento di un quadrante di grande pregio rimasto nel degrado".

 


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