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QUALE FUTURO PER LA ZONA INDUSTRIALE NORD: LA MOZIONE DI CASTELLO CAMBIA E IL DIBATTITO DEL CONSIGLIO. PRESTO UNA COMMISSIONE

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QUALE FUTURO PER LA ZONA INDUSTRIALE NORD: LA MOZIONE DI CASTELLO CAMBIA E IL DIBATTITO DEL CONSIGLIO. PRESTO UNA COMMISSIONE
CAmpanili
24-11-2016 -

 

E’ stata bocciata con i 15 no di Pd, Psi e La Sinistra, 7 voti a favore (Castello Cambia, Tiferno Insieme, Movimento Cinque Stelle), e l’astensione della Lega Nord la mozione di Castello Cambia sul futuro della zona industriale Nord: “Si sta modificando strutturalmente: l’Amministrazione deve coinvolgere il consiglio e le categorie produttive” ha detto il consigliere di Castello Cambia Vincenzo Bucci “il settore è liberalizzato ma 25mila metri quadri di ampliamento commerciale previsto sono una trasformazione imponente. C’è la necessità di interventi nei parcheggi, nella viabilità che il comune dovrebbe valutare con i soggetti interessati. Ci riempiamo la bocca di rilancio del centro storico, ma il commercio va altrove. Chiediamo un consiglio comunale monotematico sulle scelte urbanistiche della zone industriale nord, centro storico e tutte le aree commerciali, una riunione della consulta centro storico e delle associazioni di categoria. Nel Dup sono previsti 10 appartamenti per anziani nella zona industriale. Non ci sembra una buona idea ghettizzarli”.

I nuovi insediamenti. “Le cubature enunciate sono minori” ha detto l’assessore Rossella Cestini, specificando che nel caso del nuovo Cash &Carry la superficie è la metà di quanto demolito, nell’area Gasperini il nuovo sarà di 5000metriquadrati e il vecchio era di 7200. Stesse proporzioni per l’area Paolini: 2200 ex ante e 1500 ex post. Il Fungo da 5000 a 2600 circa, nell’area ex Apm sono stati demoliti due capannoni per fare posto all’attuale. Nel caso di Testone risultano 180metriquadrati estendibili fino a 500, l’ex Ingram ha avuto un incremento minimo, da 4300 a 4500 e infine l’ex Sogema incrementerà il commerciale, dato che sarà trasformata in magazzini per la Conagit. Naturalmente gli standard non si monetizzano: parcheggi e spazi verdi sono stati realizzati a norma. L’area era in dismissione: viene comunque riqualificata e bonificata da ettari di eternit. Anche noi siamo preoccupati e stiamo cercando di introdurre meccanismi di governo in sintonia con le associazioni di categoria. Il 24 novembre cominceremo a parlare del prg piano operativo”.

Il dibattito. Valerio Mancini, consigliere della Lega Nord, ricordando le battaglie comuni con Castello Cambia contro una grande catena di distribuzione alimentare, ha sostenuto che il principio della mozione sia “ampliare la discussione. Il territorio era rimasto indietro nella rete commerciale e nella viabilità, generando una crisi di offerta. Ora è stata sanata ma tali attività entrano in contrapposizione con il centro storico. Noi dobbiamo comporre gli interessi e abbiamo fatto aperture alla maggioranza ancora senza seguito. Se dobbiamo rinunciare alla programmazione, possiamo continuare a vigilare sulla sicurezza alimentare e sui diritti dei lavoratori. Ci sono idee buone su ex ospedale, Cinema Vittoria ma chiamiamo gli attori ad esprimere i loro interessi”. Il presidente del consiglio Vincenzo Tofanelli ha annunciato una riunione della commissione Servizi sull’argomento. “Condivido l’assessore” ha dichiarato il capogruppo Psi Vittorio Morani “La nuova zona commerciale è un contributo allo sviluppo, aumenta la capacità di attrazione, richiama i consumatori che si rivolgono altrove e produce benefici all’economia e all’occupazione. Ci sono delle negatività su cui va fatta una riflessione: in primo luogo sulla mobilità viaria. Qui le risposte devono essere tempestive, non temporanee. Siamo favorevoli alla commissione”. Per il capogruppo del Pd Gaetano Zucchini “nella mozione ci sono pregiudizi che minano le possibilità di condivisione ma la questione posta è centrale. Cosa fare delle aree abbandonate? La cosa migliore sarebbe un nuovo riuso industriale o un risanamento che prevede la demolizione o la bonifica con costi di base elevatissimi. Dobbiamo verificare la compatibilità dei progetti, adeguare la viabilità e salvaguardare il centro storico. C’è la necessità di risposte multiple alla domanda di acquisto.. Per il centro storico ci vuole una burocrazia amica. Chiedo di passare in commissione Assetto del territorio. Così non è votabile”. “Le legge sovraordinata è la causa della liberalizzazione e, secondo la maggioranza, la città si genera o rigenera spontaneamente” ha premesso il capogruppo di Tiferno Insieme Nicola Morini “ricordo la variante dell’attuale stazione del Metano, votata in un consiglio comunale del passato, per costruire su un terreno non compromesso un distributore e un punto di servizi, che si è rivelato un centro commerciale. C’è una legge ma c’è anche una volontà dell’Amministrazione di mandare in crisi il territorio. L’Amministrazione non è solo passiva, partecipa della situazione squilibrata attuale. Più che preoccuparmi lo sviluppo dell’area commerciale presso la zona industriale, mi preoccupa l’indebolimento del centro storico”. “Pensata quanto il tempo e le attività produttive erano diverse, ora paradossalmente la viabilità è migliore di quando uscivano le fabbriche, che c’erano ed erano piene di operai, congestionando via Morandi” ha detto il consigliere del Pd Luciano Tavernelli. “Abbiamo tenuto a freno gli insediamenti della grande distribuzione ma la valutazione sul prg deve essere globale, alla luce della legge regionale sul commercio, che aggiorna la materia e la riordina. L’area del Metano era una previsione del prg precedente. La Commissione ha molto discusso su prg e zona industriale: deve farlo ancora in fase di operativo”. Prima della votazione, il sindaco Luciano Bacchetta ha ricordato “Le soluzioni vanno trovate nel contesto legislativo vigente: dei nuovi progetti alcuni neanche li conosco perché gli imprenditori si sono limitati a presentare le dichiarazioni previste. Non sono per il libero mercato selvaggio ma il sottodimensionamento era evidente. Inoltre le strutture non si insediavano a Città di Castello ma nei comuni vicini, interferendo comunque sull’offerta ma a vantaggio di altri territori. Dobbiamo trovare una strada giuridica non una dichiarazione di intenti ed è la viabilità, che ci permette di programmare a priori la sostenibilità di taluni insediamenti dal punto di vista della mobilità e delle sicurezza. Anche per me il centro storico è la preoccupazione principale: i dati ci parlano di un aumento delle aperture dei pubblici esercizi. E’ cambiata la tipologia ma la soluzione è l’arricchimento di funzioni e di abitanti, come l’arrivo nei primi mesi dell’anno dell’Ufficio delle Entrate”. Rispetto alle case presso la zona industriale citate da Bucci, il sindaco ha precisato che sono state acquistate dall’Ater e sono popolari non per anziani. “Il fenomeno della zona industriale nord non è tifernate ma mondiale: parliamone in commissione”. Vincenzo Bucci non ha accettato né il ritiro per l’esame in commissione nè la proposta, avanzata dal PD alla fine del dibattito di emendare il dispositivo: “Non la ritiro. C’è un grande problema di viabilità, tra cui la pista ciclabile che è obbrobriosa”. Riccardo Augusto Marchetti ha annunciato l’astensione: “Abbiamo già detto della richiesta di audizione dei commercianti. Quando ci sono proposte che portano assunzione nuove, dobbiamo assecondarle. Su questo il sindaco di Montone, avendo creato le occasioni di insediamento, insegna”. Marco Gasperi, capogruppo del Movimento Cinque Stelle, ha invece dichiarato il suo voto positivo “perché la mozione apre un confronto ampio”. Gaetano Zucchini, capogruppo del PD, e Vittorio Morani, capogruppo del Psi, hanno detto “no al dispositivo e si alla commissione”.

 

 


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