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LA VITA MAI RACCONTATA DI NICOLO' VITELLI

lunedì 20 novembre 2017
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LA VITA MAI RACCONTATA DI NICOLO' VITELLI
mappa storica cdc
20-04-2015 -

Presentata a Città di Castello la biografia inedita di Niccolò Vitelli, il fondatore della signoria che resse le sorti del capoluogo tifernate nel Rinascimento.

Scritta nel XV da Antonio Capucci, molto citata ma perduta nel corso dei secoli, è stata ritrovata dallo studioso Pierluigi Licciardello, che cura traduzione e commento critico, tra i manoscritti della Biblioteca Apostolica Vaticana.

"Oggi raccontiamo la storia inedita della vita di questo grande personaggio politico, a cui Città di Castello deve circa un secolo di splendore e di mecenatismo" ha dichiarato Fabio Nisi, presidente dell'Associazione Palazzo Vitelli a Sant'Egidio, che ha promosso la presentazione del volume, edito dall'Istituto storico italiano per il Medio Evo e stampato dallo Stabilimento Tipografico Pliniana. "Da qualche anno stiamo procedendo alla valorizzazione di scritti particolarmente significativi nell'ambito della Mostra del libro e della stampa antica. Dopo la congiura di Senigallia, narrata nel Principe di Machiavelli, in cui perse la vita Vitellozzo, oggi approfondiamo la vicenda di suo padre, ritratto nel dittico del Signorelli, e considerato il padre della patria. Tale reputazione esce confermata dal Capucci che ne descrive i rapporti all'interno della sua signoria e tra i potenti del tempo".

"Il recupero della memoria storica è un dovere al pari dell'assistenza, delle opere pubbliche perché è il modo con cui manteniamo solida il nostro essere una comunità" ha dichiarato il sindaco Luciano Bacchetta "L'Amministrazione comunale ha lavorato e lavorerà al recupero anche del patrimonio materiale: la restituzione di Palazzo Vitelli a Sant'Egidio è un tassello prioritario di questa operazione che andiamo compiendo con grande fatica ma che dobbiamo ai tifernati del presente, del passato e del futuro. Palazzo Vitelli a San Giacomo si sta preparando a diventare come nuova sede della Biblioteca comunale una cittadella della cultura, recuperando pienamente il ruolo che ebbe quando fu costruito. La Pinacoteca è già una della maggiori istituzioni di Città di Castello. Il circuito dei Palazzi è il perimetro ideale dentro il quale valorizzare l'eredità dei Vitelli. Il Rinascimento al pari della Contemporaneità di Alberto Burri sono i due poli che devono guidare la crescita sia sociale che economica del territorio".

"Sono particolarmente felice di parlare nell'aula del Consiglio comunale di Città di Castello" ha detto Massimo Miglio, presidente dell'Istituto storico italiano per il Medio Evo "la nostra società contemporanea è molto lontana dalla memoria storica, è preoccupata dall'effimero mentre Città di Castello è molto impegnata su questo fronte come dimostra il fatto che sta investendo sulla Biblioteca, luoghi generalmente in crisi ma non qui, dove viene considerato un punto strategico di sviluppo". Sulla biografia di Niccolò Vitelli Miglio ne ha spiegato la genesi, ricordando come tale genere anche oggi sia molto in voga, artisti, sportivi, personaggi di spettacoli, ma politici in prevalenza. "Anche cinquecento anni fa esisteva la società globale e l'affermazione della propria identità, il proprio nome, è la prima forma di scrittura non finalizzata. Le proprie generalità su un intonaco, i graffiti sono biografie minime. Nel XV secolo avanzato, la biografia era già genere, ben distinta dalla stori e in cui si realizza la centralità dell'uomo rinascimentale. Capucci quando il potere gli chiede di scrivere su Niccolò ha a disposizione documenti e una memoria collettiva da interpretare". Pietro Petturiti Pellegrino, studioso del Rinascimento, ha parlato del lavoro di Pierluigi Licciardello come di "un'ottima edizione, con note molto curata e alcuni tratti sorprendenti anche rispetto a biografie simili del periodo perché propone un racconto appassionante e insieme una figura eroica. In questo senso la dimensione cronologica rimane sullo sfondo. La motivazione profonda è quella di costruire un mito non una mera biografia. La letterarietà del testo è forte ma anche il livello connotativo: le vite dei condottieri diventano nel Quattrocento un sottogenere della biografia umanistica con elementi metaforici e paradigmatici.

Nel merito è entrato Pierluigi Licciardello, studioso a cui si deve il rinvenimento quasi fortuito ma molto importante: “ad esempio” ha detto Licciardello “anticipa di tre anni la data della nascita rispetto alla tradizione ed è permeata della società di allora. La Vita è la più importante biografia coeva su Niccolò Vitelli di cui ripercorre le tappe della vita fornendo dettagli inediti sul protagonista e sulla storia tifernate del periodo.

Dal testo emerge il ritratto vivace di un capo militare abile e di un uomo politico accorto, amante della cultura e attento al progresso economico della sua città, che difende strenuamente dagli assedi pontifici del 1474 e del 1483. Signore e mecenate, condottiero ed esule, il Vitelli incarna il tipo ideale del signore rinascimentale, destinato per la sua virtus a governare la sua città, nonostante le insidie degli uomini e le avversità del destino.  (Allegate foto della manifestazione)

Presente all'iniziativa anche Giorgio Zangarelli, presidente dello Stabilimento Tipografico Pliniana, e Giancarlo Mezzetti, consulente tecnico della Mostra del libro e della stampa antica. La manifestazione ha infatti anticipato i temi della rassegna, che si svolgerà il 4,5 e 6 settembre a Città di Castello.

 


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