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IL VIN SANTO È PRESIDIO SLOW FOOD

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IL VIN SANTO È PRESIDIO SLOW FOOD
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04-11-2014 -

Dopo il Mazzafegato, il Vin Santo affumicato dell’Alta Valle del Tevere è ufficialmente un presidio Slow Food. La presentazione è avvenuta al Salone del gusto di Torino, dove il Vin Santo Affumicato dell’Alta Valle del Tevere ha trovato molti estimatori, tra cui il famoso cuoco Jamie Oliver e Gianfranco Vissani, che lo ha citato nel Corriere della Sera tra le cose notevoli del Salone. A pochi giorni dal debutto in patria, nel corso della 35° Mostra del Tartufo bianco di Città di Castello, il vicesindaco tifernate e assessore alle Politiche culturali di Michele Bettarelli, l’assessore tifernate al Turismo e Commercio Riccardo Carletti, il sindaco di Monte Santa Maria Tiberina Letizia Michelini e l’assessore Michele Simone, presenti a Torino, parlano del nuovo presidio come di “un riconoscimento alla cultura materiale della nostra terra e un elemento di promozione a tutto tondo, grazie al circuito di Slow Food e al prestigio delle sue certificazioni”.  “La storia del Vin Santo Affumicato è simile a quella del Mazzafegato ed affonda nella cultura di fine Ottocento” spiega Sergio Consigli, segretario regionale Slow Food Umbria e responsabile tecnico del presidio “rispetto ad altre produzioni simili, il nostro vin santo ha una peculiarietà: il legame con il tabacco, elemento identificativo del nostro territorio. Il vin santo dell’Alta Valle del Tevere è affumicato, sa di tabacco e questo lo rende unico. Il gioco di rimandi potrebbe estendersi agli stessi mazzafegato, altro presidio Slow Food, che venivano sfumati in padella con il vin santo. Insomma i presidi parlano di un passato reale che Slow Food cerca di preservare nella sua integrità anche attraverso operazioni che hanno un lato commerciale. Come per il mazzafegato, anche per il vin santo affumicato stiamo lavorando ad un consorzio, con il coordinamento di Claudio Ceccarelli, perché abbia un riscontro sul mercato e sia reperibile per l’utilizzo da parte di chef o ristoranti. “Comuni e Regione” concludono Bettarelli, Carletti, Michelini e Simoni “stanno condividendo questo percorso di valorizzazione che rappresenta un segmento importante dell’immagine turistica. Insieme all’arte e al paesaggio, le eccellenze e le tradizioni enogastronomiche sono una attrattiva potente, come ha dimostrato di recente l’enorme seguito di eventi legati agli aspetti più tipici del territorio”.

 

 


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