Comune di Città di Castello (PG)

RESOCONTO CONSIGLIO COMUNALE 21 SETTEMBRE 2015

giovedì 23 novembre 2017
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RESOCONTO CONSIGLIO COMUNALE 21 SETTEMBRE 2015
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23-09-2015 -

 

AGGIORNAMENTO DELLE AREE METANIZZATE


La mozione presentata dal consigliere comunale di Fdu Luca Cuccaroni sul “baratto Il consiglio comunale ha approvato con il voto favorevole della maggioranza di Centrosinistra (Pd, Psi, La Sinistra per Castello), di Fdu, Polo Tifernate, Fratelli d’Italia e l’astensione del Patto Civico per Città di Castello la delibera per l’individuazione ai fini dell’applicazione delle agevolazioni fiscali sul costo del gpl e del gasolio da riscaldamento delle zone del territorio comunale metanizzate e non metanizzate, aggiornata al 31 dicembre 2014. Il  vice sindaco  e assessore all’Urbanistica Michele Bettarelli ha sottolineato l’ulteriore estensione della rete metanifera per i cittadini. Il nuovo gestore ha eseguito nel 2014 estensioni della condotta del gas in Via Togliatti, Località Badiali vocabolo Fuscagna, Capoluogo Meltina Alta, Località Lerchi Vocabolo Caldese, Graticole Titta e Via Rosselli Vocabolo San Giovanni.  Nella stessa delibera, ha aggiunto Bettarelli,  c’è anche un aggiornamento cartografico delle zone metanizzate per l’individuazione delle agevolazioni fiscali.



DECLASSIFICAZIONE DI STRADA


Con il voto favorevole della maggioranza di Centrosinistra (Pd, Psi, La Sinistra per Castello) e l’astensione di Fdu, Fratelli d’Italia e Polo Tifernate il consiglio comunale ha approvato la declassificazione del tratto di strada comunale  della Rocca ubicato nella frazione di San Pietro a Monte, vocabolo Quiliano.



APPROVATA MOZIONE SUL “BARATTO AMMINISTRATIVO”


La mozione presentata dal consigliere comunale di Fdu Luca Cuccaroni sul “baratto amministrativo” è stata approvata all’unanimità dal consiglio comunale, dopo un articolato dibattito e l’inserimento di un emendamento frutto della discussione in aula.

Dispositivo. Con la mozione approvata il Consiglio comunale impegna il sindaco e la giunta “ad elaborare, di concerto con le commissioni Programmazione, Servizi e Affari Istituzionali, un regolamento sul ‘baratto amministrativo’ che stabilisca regole e principi dello stesso e preveda la possibilità per i cittadini di proporre progetti di pubblica utilità al Comune, con l’obiettivo di essere ripagati attraverso il taglio del debito tributario verso l’ente medesimo”.

Dibattito. Nell’illustrare la mozione il capogruppo di Fdu Luca Cuccaroni ha premesso che “la crisi economica che sta attanagliando il nostro comune rende difficile l’esecuzione di molti lavori che le istituzioni pubbliche svolgevano con una certa regolarità fino a pochi anni orsono, portando i cittadini a non essere più in grado di pagare le imposte e le tasse che in maniera del tutto paradossale, in una situazione in cui i redditi diminuiscono o peggio si azzerano del tutto a causa della perdita del lavoro, le varie amministrazioni pubbliche pongono a carico dei cittadini in maniera crescente”. Il consigliere ha quindi fatto riferimento all’articolo 24 del decreto legge 133 del 12 settembre 2014, convertito in legge l’11 novembre del 2014 numero 164, che ha introdotto il principio effettivamente innovativo nell’ambito della partecipazione dei cittadini alla valorizzazione del territorio e della relativa remunerazione del lavoro svolto. “Nel nostro territorio vediamo da anni che ci sono zone dove i lavori che dovrebbe svolgere lo Stato, il Comune o la Provincia, come la pulitura di fossi, delle aree verdi, la manutenzione delle banchine, non vengono più svolti”, ha rilevato Cuccaroni, che ha sottolineato come sia il Comune che, con apposita delibera, deve fissare le regole e i criteri e le condizioni in base alle quali può essere attivato quanto previsto dalla norma. “Grazie al consigliere Cuccaroni - è intervenuto il capogruppo del Pd  Gaetano Zucchini - per aver sollecitato una riflessione su un argomento assolutamente interessante anche facendo riferimento ad esperienze già avviate”. “Mi piace quest’idea, credo che un Comune debba fare queste proposte e mi piace questo concetto della manodopera a progetto. Devono però essere definiti alcuni punti, perché un conto è il primo comune che lo ha realizzato, che ha 4.500 abitanti, e un conto è Città di Castello che ha 40mila residenti”. “Ci sono dei requisiti che devono essere inseriti – ha puntualizzato Zucchini - iniziando dalla residenza, l’età, l’assenza di condanne, l‘individuazione degli interventi che devono essere occasionali e non continuativi, integrando servizi che il comune ha l’obbligo di fare, pensiamo alla piccola manutenzione, parchi verdi ed aiuole, lavori di manutenzione, dei giochi dei bambini”. “Gli uffici e la giunta dovranno valutare le proposte, decidere i criteri, stabilire l’importo massimo del tributo da commutare in lavoro, assicurazioni, materiali di consumo”. “C’è assolutamente da lavorare, ma l’idea di un patto di vicinanza con chi non ha denaro, sarebbe un vanto per il Comune che lo applica”, ha concluso Zucchini. “Determinare chi non può sostenere spese fiscali non è sempre facile - ha dichiarato nel suo intervento il capogruppo di Sinistra per Castello Alessandro Alunno – la logica è condivisibile, ma determinare le condizioni è sicuramente difficile”. “In realtà il nostro comune adotta una serie di agevolazioni e sgravi fiscali e effettivamente in casi di estrema ratio permetterebbe ad alcuni cittadini di non andare incontro a problemi e adempiere al proprio dovere”. “Mi sembrerebbe opportuno un processo informativo per la stesura di un regolamento veramente giusto ed efficace senza generare incongruenze – ha concluso Alunno - la commissione può partire con un lavoro formativo e cominciare a fare chiarezza ma valuterei bene tutte le fasi”. “Condividiamo così tanto questa mozione che prima che si chiamasse baratto amministrativo quattro anni fa questo stesso concetto faceva parte del mio programma elettorale -  ha dichiarato il capogruppo del Polo Tifernate Cesare Sassolini - e oggi con piacere vedo che anche la maggioranza è d’accordo, addirittura se ne sono accorti a livello nazionale”. “Chiediamo attenzione, oltre che per quelli che non possono pagare per difficoltà economiche, anche per tutti coloro che chiedono e ottengono sovvenzioni da parte del Comune”. “Siamo favorevoli ad aiutare chi ne fa richiesta, chiediamo di aggiungere però che accettino in cambio dell’offerta economica di restituire con il lavoro quanto è stato elargito”. “Chiedo inoltre come secondo aspetto di inserire nel documento che, qualora il Comune sia in procinto di procedere con una esecuzione coatta di dare al soggetto la possibilità  di restituire in forma di lavoro quanto deve”. “Credo che questo migliori, sia la dignità del cittadino, che il provvedimento”, ha concluso Sassolini. “Trovo meritevole di accoglimento la mozione presentata dal collega Cuccaroni - ha dichiarato il consigliere del Pd Gionata Gatticchi - la primogenitura si deve anche al Pd, il Psi e la Sinistra per Castello che hanno proposto questo principio nel programma elettorale”. “Le trasformazioni sociali hanno dimostrato la necessità di provvedimenti di questo tipo, ma credo che si debba fare però attenzione a salvaguardare il pubblico e la programmazione”. “Il consigliere Cuccaroni ha giustamente indicato la necessità di portarlo in commissione per la redazione del programma sul quale possiamo lavorare, ma non so se è la sola commissione Programmazione ad averne competenza, ma anche quella Affari Istituzionali”. “Probabilmente spetterà alle commissioni congiunte delineare le linee di fondo sulle quali possiamo lavorare per un programma difficile da scrivere”, ha concluso Gatticchi. “Sono concorde sul dispositivo presentato - ha detto il capogruppo di Patto Civico per Città di Castello Cristian Braganti -  sia per la possibilità di far fronte ai problemi economici, ma anche per l’importanza di poter dare il loro contributo anche da parte delle associazioni che già operano nel territorio, come per esempio le pro loco”. “C’è però tutta la parte normativa che va evidenziata e pensavo ad esempio ai problemi assicurativi, quindi la questione deve essere regolamentata attentamente”. “Il consiglio deve valutare quello che è il montante massimo da elargire mediante patti di collaborazione e il Comune stabilire a priori quello che deve decurtare dal proprio bilancio”. “Il 16 ottobre ci sarà un convegno nel comune di Massarosa, uno dei primi che ha adottato il baratto amministrativo, e quindi invito l’amministrazione a trovare la possibilità di poter partecipare”, ha concluso Braganti. Favorevole si è dichiarato il  consigliere del Pd Vincenzo Tofanelli, che ha ricordato come il dibattito in commissione Affari Istituzionali “si sia sempre bloccato sul problema della sicurezza, sui problemi assicurativi, tant’è vero che l’unica forma che abbiamo trovato per le aree verdi è stata quella di presentare progetti con determinate caratteristiche”. “E’ importante l’appuntamento nel comune toscano, andare in questa direzione è opportuno e utile dando un contributo fattivo ai cittadini per l’interesse di tutta la comunità”, ha concluso Tofanelli. “Grazie al consigliere che ha presentato questa proposta di baratto, nome brutto che non dipende dal consigliere che preferirei chiamare scambio, parola più adeguata - ha dichiarato il consigliere del Pd  Luciano Tavernelli - l’interesse è particolare e la legge punta al riuso e recupero di aree immobili”. “Viene riscoperto il valore associativo dei cittadini che credo deve essere l’anima di qualsiasi atto pubblico, una governance virtuosa, come l’ha chiamata il collega Gatticchi, che deve essere fatta il prima possibile ridando dignità alle persone che si sentono utili, ma non hanno la possibilità di onorare alcuni debiti, e possono così evitare la tagliola di Equitalia o il rischio dell’usura”. “E’ utile velocemente portarlo in commissione per produrre in questa legislatura almeno il regolamento”, ha concluso Tavernelli. “E’ un argomento che arriva attraverso lo Sblocca Italia - è intervenuto l’assessore al Bilancio Mauro Alcherigi, che ha sottolineato come “quello che sta venendo fuori dalla discussione a livello nazionale è che siamo di fronte ad un mero baratto amministrativo, mentre la norma riguarda prevalentemente la valorizzazione della comunità di cittadini”. “L’obiettivo della norma del governo è di ricostruire la comunità e lo stare insieme e non di barattare con un lavoro di servizio un debito”. “Non sono i Comuni che mandano i cittadini a fare un lavoro, non si deve recuperare un debito, devono essere le associazioni che presentano i progetti e non il comune”, ha detto Alcherigi, che ha sottolineato come “non si debba incentivare l’abitudine ad un non pagamento”. “E’ uno stimolo che accettiamo volentieri ma vogliamo creare qualcosa che non è però il mero baratto amministrativo -  ha puntualizzato l’assessore - qui c’è un volo più alto che coinvolge la comunità per il territorio nel quale vive”. “Ringrazio tutti i consiglieri che sono intervenuti - ha detto Cuccaroni in sede di replica - tutti hanno dato un valore aggiunto al messaggio che ho voluto portare”. “E’ bello quello che ha detto l’assessore Alcherigi, è in effetti una sfida su tutte le problematiche di natura politica istituzionale che ci troviamo ad affrontare come consiglieri”. “Il paradigma è l’articolo 24 ma lo possiamo interpretare anche in maniera allargata”, ha detto il rappresentante della minoranza, che ha confermato l’impianto della mozione, con l’integrazione del coinvolgimento anche delle commissioni Servizi e Affari Istituzionali.



CONSIGLIO COMUNALE

VARIAZIONE AL BILANCIO 2015-2017


Il consiglio comunale ha approvato con 15 voti favorevoli della maggioranza di Centrosinistra (Pd, Psi, La Sinistra per Castello), due voti contrari (Fratelli d’Italia e Polo Tifernate) e due astenuti (Fdu e Patto Civico per Città di Castello) la variazione n.12 al bilancio di previsione 2015-2017. L’assessore competente Mauro Alcherigi ha spiegato che la delibera di giunta ha riguardato l’inserimento di circa 200 mila euro di un finanziamento che fa riferimento agli interventi sulla scuola Gregorio da Tiferno e il contributo per gli affitti di 85mila euro arrivato dalla Regione. “In tutto quindi una variazione di poco più di 210 mila euro per la parte investimenti e 12mila per la parte corrente”.

 

 


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